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Comunicato stampa

Comunicato Stampa: campeggio di lusso a Cavedago (TN)

Non troppo tempo fa l’Azienda per il Turismo Dolomiti Paganella presentava, in

maniera accattivante, il suo “lungimirante” Future Lab, un progetto finalizzato ad

immaginare un diverso futuro turistico per l’Altopiano della Paganella.

Secondo il Progetto esiste “una sensibilità condivisa e un impegno reciproco da

parte di visitatori, residenti e di tutta la comunità turistica per adottare comportamenti

sostenibili” e nella carta dei valori, nata in seno al progetto, vi era l’impegno a

ragionare in termini di valore: “non ci baseremo più sul volume (numero di arrivi e di

partenze), ma priviligeremo la qualità dell’esperienza del turista… assicurandoci che

il turismo evolva in modo sostenibile”.

Difficile credere che questa visione di futuro sia propria di non solo tutti ma almeno di

gran parte degli attori turistici del territorio o degli Amministratori che lo governano.

L’idea è quella di costruire un campeggio per ricchi (saranno previsti contributi

pubblici per l’impresario?) che garantisca un minimo di 1.000 posti per 10 mesi

l’anno. Al 01.01.2022, Cavedago contava 563 abitanti: come se la sua popolazione

venisse improvvisamente triplicata.

Quale forma di sostenibilità si immaginano quindi i proponenti, nonché gli

autorizzatori? Smaltimento di acque reflue verso depuratori, forse, già oggi

pesantemente sottodimensionati, viabilità ingolfata, gentrificazione che ci

immaginavamo confinata ai contesti suburbani milanesi incredibilmente operante

persino sugli spazi naturali…

Pubblicizzare la sostenibilità di una iniziativa semplicemente alzandola a qualche

metro da terra (“camping con case sull’albero”) non fa sì che un progetto in tutta

evidenza altamente impattante diventi qualcosa di diverso: la diversità va anzi

giustificata, con numeri, fatti ed intenzioni, non campagne pubblicitarie adatte alla

migliore tradizione del marketing trentino.

Il luogo scelto lascia ulteriormente perplessi: a meno di 50 metri dai confini del Parco

Naturale Adamello Brenta e prossimo alla Valle dello Sporeggio, il luogo che

“conservò e protesse” gli ultimi Orsi bruni autoctoni trentini. La zona in cui

sorgerebbe il campeggio è ampiamente frequentata dai plantigradi in questione (non

per nulla vi è stato costruito l’osservatorio faunistico dei Priori: per poter osservare,

con discrezione, questa ed altra fauna) che sono il simbolo del parco. Molti

ricorderanno le incursioni ursine di M57 ai bidoni dell’organico, evidentemente troppo

alla portata della specie, avvenute ai danni di un locale che sorge nel medesimo

punto in cui verrebbe costruito il campeggio. Ci dobbiamo preparare a squadre

di forestali intente ad allontanare orsi che inevitabilmente saranno attratti

dall’ulteriore disponibilità di cibo? La convivenza con l’ambiente naturale si realizza

anche comprendendo quali siano i luoghi più adatti a realizzare iniziative

imprenditoriali, e quali, semplicemente, no.

In un posto quindi così delicato per la fauna selvatica, si vogliono ospitare quanto

meno, il doppio degli abitanti di Cavedago. La particolarità unica del Parco (la

presenza dell’orso) qua non solo non pare considerata ma anzi sminuita ed

allontanata, trasformando un luogo di tranquilla osservazione – che a suo modo

potrebbe incentivare ben altre forme di turismo, certamente meno fruttuose per il

singolo ma con ricadute sociali e ambientali distribuite orizzontalmente nella

collettività – in qualcosa di radicalmente “altro”.

Senza fare i conti con le difficoltà di approvvigionamento idrico, difficoltà che in futuro

andranno ad aumentare e per le quali i comuni dell’altopiano non dovrebbero essere

immuni. Quanta acqua consumerà un campeggio di lusso per 1000 persone con

bagni, saune, piscine e quant’altro?

Questa è la realtà del Trentino oggi: ci si accontenta di una immaginazione pigra,

che si rivolge a schemi imprenditoriali del passato cercando vanamente di applicarli

ovunque senza considerare specificità, particolarità, ed opportunità che da queste

derivano. Le immediate ricadute economiche non possono essere eterna

giustificazione dell’inadeguatezza delle proprie idee alle sfide odierne.

Si vive il presente, nella consapevolezza che i problemi dei nostri progetti attuali,

cadranno in futuro sulle spalle di altri.

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Per informazioni: WWF Trentino Alto Adige · trentinoaltoadige@wwf.it

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