Comunicato stampa
CONFERENZA STAMPA 04/08/2021
Il nuovo portavoce del comitato è Tommaso Bonazza, 32 anni. Dopo la laurea magistrale in
filosofia e linguaggi della modernità, frequenta il master WNHM – Gestione di patrimoni
naturali UNESCO, promosso da STEP (Trentino School of Management). Sta per
concludere il suo percorso in Scienze della formazione primaria e lavora in ambito
educativo.
La sua passione per l’acqua nasce, fin dall’infanzia, sulle sponde del torrente Arnò in Val di
Breguzzo. Ironia della sorte, alle scuole medie partecipa ad un progetto sull’energia
idroelettrica, senza tuttavia approfondire le conseguenze complesse di questa pratica, in
primis quelle ambientali.
Nel 2015 nasce SalvArnò, del quale Bonazza entra subito a far parte, per combattere contro
l’ennesima richiesta di concessione a scopo idroelettrico di un privato.
Dal febbraio 2017 Bonazza partecipa attivamente all’interno delle attività del Comitato
permanente per la difesa delle acque del Trentino.
Le problematiche legate all’acqua sono e saranno sempre più di cruciale importanza per il
territorio trentino. I cambiamenti climatici, con le loro innumerevoli conseguenze, la
maggior parte delle quali tutt’altro che positive, non sono uno spettro del futuro, ma sono
una realtà operante e distruttiva che anche noi abbiamo contribuito a causare. È proprio
all’interno di questo scenario, influenzato da questi fenomeni, che si colloca una gestione
spesso sconsiderata della risorsa acqua. Lo sfruttamento che viene messo in atto fa capo non
certo ai principi della scienza, che ci spiega molto chiaramente che cosa significhi avere un
corso d’acqua in salute, ma piuttosto a delle logiche di profitto applicate in modo miope e
poco lungimirante. Attenzione! Fin dalla sua ricostituzione il Comitato non si è schierato
tout-court contro la produzione di energia idroelettrica. Questa posizione non renderebbe
giustizia alla storia del Trentino. Va riconosciuto che a partire dal dopoguerra il nostro
territorio ha giovato enormemente di questa forma di produzione di energia. È giunto
tuttavia il tempo per un progresso delle idee e delle pratiche. Non possiamo continuare ad
adottare le logiche dei decenni (se non addirittura dei lustri) passati. Ciò che ci viene detto
dalla scienza ce lo impone. Non ci sono più scuse.
Eppure è con rammarico che denotiamo l’incapacità, o peggio la scarsa volontà, di iniziare
un nuovo corso nella gestione delle politiche per acqua. L’attuale amministrazione
provinciale, anche nei recentissimi sviluppi della vicenda legata all’approvazione della
rinnovo delle concessioni a scopo idroelettrico, inclusa nel ddl Tonina, ha dimostrato e sta
dimostrando di non saper cogliere il valore inestimabile e pubblico dell’acqua, che
ribadiamolo, non è una merce a disposizione di pochi, ma è un bene/diritto della collettività
e per la collettività dovrebbe essere utilizzato.
Le acque trentine continuano dunque a suscitare i distruttivi appetiti di sedicenti
imprenditori che si fanno forti di un processo normativo ancora troppo debole, dal nostro
punto di vista, nei suoi principi di conservazione dei corsi d’acqua, di una non sufficiente
presenza e capillarità degli organismi di controllo preposti.
Per questo motivo, il Comitato intende riprendere con vigore la propria attività di proposta,
sensibilizzazione e denuncia. Ci terrei in particolare a ricordare gli innumerevoli spunti
costruttivi che sono stati formulati da questo coordinamento di associazioni che si sono
susseguiti a partire dalla partecipata giornata informativa di Malè del 20 maggio 2017,
passando per le audizioni in III commissione, gli incontri pubblici organizzati nelle valli e la
pubblicazione di documenti all’interno dei quali suggeriamo provvedimenti pratici per il
miglioramento del sistema di gestione delle acque trentine, verso una maggiore sostenibilità
e fondatezza scientifica.
A tal proposito, il comitato si appoggia, nella sua azione al parere di esperti e tecnici che
operano nell’ambito dell’ecologia fluviale, della pesca, dell’ittiologia, del turismo
sostenibile e dell’economia locale.
Il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino estende il proprio sguardo
anche oltre i confini provinciali, nella coscienza che il problema del sovra-sfruttamento delle
risorse idriche ha una dimensione ben più ampia, che va ad abbracciare l’intero arco alpino.
Per questo motivo, viene mantenuto costantemente un contatto ed una collaborazione con il
coordinamento nazionale #freerivers che si muove appunto a livello italiano, mettendo in
rete le esperienze di comitati locali e provinciali, come il nostro.
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Per informazioni: WWF Trentino Alto Adige · trentinoaltoadige@wwf.it
