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Valtrigona · Sentiero natura

Cippo 1

Il pascolo in Val Calamento

La Val Calamento, con le sue convalli, ospita ancora un buon numero di vacche in alpeggio durante la stagione estiva. Questo contribuisce al mantenimento di un paesaggio seminaturale di particolare pregio, frutto della secolare interazione tra il lavoro dell’uomo e l’ambiente naturale.

Dissodando la foresta, nel tempo sono stati ricavati i pascoli secondari, che oggi si presentano come prati rigogliosi e ricchi di fiori. Questi sono i cosiddetti “pascoli pingui”, destinati ai bovini e utilizzati nel periodo estivo, quando le vacche vengono trasferite dalle stalle dei paesi di fondovalle alle alture per nutrirsi di erbe profumate e migliorare la qualità del latte.

I pascoli più magri, situati sui versanti montani e nelle aree di vetta, sono invece più adatti agli ovini e ai caprini. Un tempo, la razza tipica delle vacche d’alpeggio era la Grigio Alpina, un bovino leggero, rustico e ben adattato alla montagna. Oggi se ne può ancora osservare qualche esemplare, seppur mescolato alle più frequenti Bruno Alpine o Pezzate. La Grigio Alpina si riconosce per il mantello grigio e una caratteristica striscia scura sul muso.

La selezione delle erbe da parte del bestiame

Le vacche, durante il pascolo, selezionano con cura le erbe di cui si nutrono. Alcune piante vengono evitate perché velenose, come l’aconito (Aconitum napellus), caratterizzato dai suoi fiori blu-violetti, mentre altre, come cardi e ortiche, sono urticanti o possono provocare disturbi intestinali. Millenni di esperienza di pascolo hanno trasmesso una sorta di memoria genetica al bestiame, permettendo loro di distinguere tra le erbe commestibili e quelle dannose.