Questa è la storia di un’attesa invasione dei pascoli alpini dell’Oasi da parte di una specie assente da molto tempo: la marmotta (Marmota marmota).
Si tratta di un fenomeno di ricolonizzazione spontanea, un processo affascinante che vede questi simpatici roditori riprendere possesso di ambienti che un tempo erano parte del loro areale.
Dalle colonie della Val di Fregio alla Valtrigona
Le marmotte sono già ben insediate in alta Val di Fregio, un’area caratterizzata da ampi pascoli alpini, habitat ideale per la specie.
Un piccolo nucleo di marmotte si è stabilito nei pressi di Forcella Valtrigona, e da qui, negli ultimi anni, alcuni esemplari hanno iniziato a esplorare la parte alta della Valtrigona, tentando di colonizzarla.
A partire dal 2000, nel settore dell’Agnelezza (versante sinistro orografico dell’Oasi), sono state individuate:
- tane di neoformazione
- scavi di prova per nuove gallerie
Tuttavia, i primi tentativi di insediamento non hanno avuto successo, probabilmente a causa della predazione da parte dell’aquila reale (Aquila chrysaetos), il principale predatore delle marmotte.
Le marmotte solitarie sono particolarmente vulnerabili, poiché non possono contare sul sistema di allerta della colonia, in cui le vedette fischiano per segnalare il pericolo.
A fronte delle difficoltà iniziali, si era addirittura ipotizzato un possibile trasferimento artificiale di alcuni esemplari nell’Oasi per favorire l’espansione della specie.
Una ricolonizzazione naturale e inaspettata
Proprio quando si stava valutando questa ipotesi, nel 2003 il numero di marmotte in esplorazione è aumentato in modo naturale.
Nel 2004, per la prima volta, sono stati osservati esemplari stabilmente insediati all’interno dell’Oasi, in una zona con un microclima favorevole e con possibilità di espandersi in settori adatti nelle vicinanze.
Negli anni successivi, la presenza della marmotta è diventata stabile e continua, con osservazioni frequenti anche da parte dei visitatori.
Un futuro per le marmotte in Valtrigona?
L’esposizione settentrionale della Valtrigona non è l’ideale per l’ecologia della marmotta, che predilige versanti più assolati e pascoli meno umidi.
Tuttavia, si ipotizza che possano stabilirsi tre colonie nella Valtrigona e una in Val Scartazza, garantendo una presenza stabile della specie anche in queste zone dell’Oasi.
