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DUE SPECIE, DUE MONDI: NEL MEZZO, LE NOSTRE SCELTE

Due specie che non potrebbero essere più diverse: la salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) e l’orso bruno (Ursus arctos): il primo è un anfibio semi sconosciuto, ma il cui endemismo lo rende tanto più prezioso, il secondo è il grande carnivoro per eccellenza, la cui presenza in Trentino già da qualche anno suscita emozioni molto contrastanti.
Le due specie sono collegate da un filo conduttore: l’essere umano.
Abbiamo scoperto circa 40 anni fa la salamandra di Aurora, presente solo ed esclusivamente tra l’altopiano della Vezzena (TN) e l’altopiano dei Sette Comuni (VI), per poi mettere in atto azioni per la sua salvaguardia, non sempre costanti, non sempre efficaci.
Abbiamo sterminato l’orso nel secolo scorso, facendolo sparire dal Nord Italia: noi stessi abbiamo saputo pianificarne un oculato ripopolamento proprio nella nostra Provincia.
Partiamo con la storia della salamandra: specie (anzi ancora annoverata tra le sottospecie della salamandra alpina), di cui pochi conoscono l’esistenza; animale gracilino, di piccole dimensioni, visibile solo durante giornate piovose, ma soprattutto dal limitato areale, proteso questo tra Veneto e Trentino. Predilige boschi maturi con abeti bianchi e faggi, in cui svolgere la propria vita lontano dai riflettori, famosa praticamente solo nel mondo erpetologico.
Ebbene questo piccolo esserino, non foss’altro per la sua mondiale unicità, merita e necessita di una tutela prioritaria e totale, cosa posseduta sulla carta, ma non sempre rispettata. Infatti dopo la tempesta Vaia, molte attività forestali per ripulire i boschi sono state permesse senza controllo preventivo da parte di enti ed amministrazioni. Le aree dove vive la salamandra sono state, fortunatamente, solo marginalmente colpite dagli schianti: tuttavia, mentre sul lato trentino c’è una buona sensibilità e conoscenza di quest’animale, sul lato vicentino le cose stanno diversamente. I lavori di esbosco post Vaia sono stati approvati ed incentivati nonostante le norme a tutela della suddetta specie. Le macchine pesanti per il taglio e il trasporto del legname sono state adoperate su terreni non congelati, causando la compattazione del suolo e distruggendo i rifugi normalmente utilizzati dalle salamandre. Sono state aperte nuove strade forestali. La copertura del sottobosco della foresta è stata ridotta o distrutta e alberi e detriti caduti sono stati completamente rimossi, modificando condizioni microclimatiche vitali per la sopravvivenza della specie. Peggio ancora, le operazioni di esbosco si sono continuate a svolgere tra aprile e novembre, quando gli anfibi sono ancora attivi nei boschi, causando l’uccisione diretta di salamandre, rane, rospi e tritoni.
QUI il comunicato stampa di WWF Italia, LIPU, SOS Anfibi, GUFI, AsFaVe, CIRF e SHI per la salamandra di Aurora.
Veniamo ora all’orso, di cui in questi giorni non si fa che parlare. Lui non ha certo bisogno di presentazioni, nè c’è bisogno di raccontarvi la vicenda dell’attacco ai signori Misseroni sul monte Peller, la stampa e i TG ne hanno parlato approfonditamente. Tuttavia ci preme dire un paio di cose riguardo la questione.
L’orso è un animale temibile, un animale che va temuto: ma non nel senso che dobbiamo rimanere a casa perchè andare in giro per sentieri in aree di sua presenza è pericoloso. In montagna (e non solo) si deve andare con consapevolezza: se è una giornata in cui si prevede temporale, non andrò a fare una ferrata, se il rischio valanghe è alto non andrò a sciare fuori pista, se so che passeggerò in un’area di presenza dell’orso (e magari con accertata presenza di cucciolate, proprio come nel recente caso) ci andrò cercando di farmi sentire il più possibile, soprattutto in prossimità di curve o tornanti in cui non ci sia visibilità, insomma seguirò le norme di comportamento più adeguate (QUI la brochure messa a disposizione dalla Provincia di Trento).
Non è così semplice mettere in atto comportamenti adeguati in situazioni “estreme” e impreviste e quindi sono comprensibili risposte impulsive (correre, urlare, lanciare oggetti etc.) nei confronti di quello che è un animale che spaventa e può diventare pericoloso.
Tuttavia, riteniamo che il punto cruciale in questo marasma di reazioni violente e rabbiose da parte di cittadini, categorie o politici che siano, non sia “Abbattere è la soluzione”, bensì “Gestire è la soluzione”! E la gestione non è selezione dei cattivi (gli orsi additati come “nocivi”): gli orsi fanno gli orsi e se trovano cibo facile se lo mangiano e se diventano confidenti si avvicinano all’uomo e se si sentono minacciati possono attaccare. Dobbiamo trovare un modo per dare il giusto spazio a questi animali, in modo che siano capaci di espandersi dove ora trovano invece barriere ed aree densamente popolate. Ricreare una connettività oggi praticamente inesistente rispetto ad un’area di presenza inevitabilmente confinata al solo Parco Naturale Adamello Brenta permetterebbe di ottenere nel tempo densità più accettabili, di conseguenza minore probabilità d’incontro, minore abituazione alla presenza dell’uomo e ovviamente una maggiore biodiversità in altre zone delle Alpi, dove ricordiamo, l’orso c’era ma è stato estinto dalla nostra mano.
L’abbattimento deve quindi essere sempre e solo l’ultima, dolorosa e sofferta alternativa: non la prima, banale soluzione alla quale guardare con costanza, in una spirale di lassismo e pretesti politici.
QUI trovate il comunicato stampa integrale del Coordinamento Ambientalista del Trentino, di cui WWF Trentino fa parte, e QUI l’articolo dedicatogli da “il Dolomiti” riguardo l’orso.
QUI il comunicato stampa di WWF Italia.
NON FERMATEVI ALLA LETTURA DI QUESTO PARAGRAFO, GENTILMENTE DATE UNO SGUARDO E CONSIDERATE SERIAMENTE LA FIRMA ALLE DUE PETIZIONI CHE TROVATE IN CALCE: INUTILE SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DEL VOSTRO CONTRIBUTO.
Grazie,
I volontari di WWF Trentino
PETIZIONI

PETIZIONE “Salviamo la salamandra di Aurora, gioiello dell’Altopiano”
Lanciamo oggi la petizione che chiede di porre fine alle distruttive operazioni di esbosco nelle foreste in cui vive la salamandra di Aurora e di dare priorità alla conservazione della salamandra e del suo habitat con azioni efficaci, in collaborazione con scienziati e comunità locali.
Vi chiediamo di firmare e condividerla il più possibile in modo che questo prezioso gioiello non sia mai più minacciato.
QUI il link alla petizione.
Di seguito alcune delle foto delle zone devastate dai mezzi che servono al taglio/trasporto del legname. Ogni ulteriore commento è superfluo.


PETIZIONE “Stop all’uccisione “automatica” dell’orso in Trentino”
Vi invitiamo a prendere visione e a sottoscrivere la petizione promossa da WWF.
Essa chiede di evitare l’abbattimento dell’esemplare che ha aggredito i due uomini e che venga fatta una modifica al testo del Piano D’Azione per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi (PACOBACE), in modo che le uccisioni non siano più così automatiche.
QUI trovate il link diretto alla petizione
Vi chiediamo di condividerla il più possibile!
