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Novità

UNA LEGGE PER UCCIDERE

Care amiche, cari amici,
sicuramente nei giorni scorsi ne avrete sentito parlare: è in arrivo in Consiglio dei Ministri un disegno di legge che trasformerà la caccia da mera attività regolamentata in una “tutela” autoritaria, assegnando ai cacciatori la fauna e i luoghi che la nostra Costituzione riconosce come patrimonio di tutti e delle future generazioni.

Questa riforma radicale introduce una deregulation totale della caccia: autorizza spari indisturbati non solo nelle aree demaniali – dalle spiagge alle dune, dalle foreste alle praterie – ma anche sulle proprietà private, esponendo escursionisti, turisti e ciclisti a rischi pesantissimi. Contemporaneamente, verrà liberalizzata la costruzione di appostamenti fissi, con il conseguente aumento dell’inquinamento da piombo e riaperta senza limiti la cattura di uccelli da richiamo, mentre le gare di caccia potranno svolgersi anche di notte e in pieno periodo di nidificazione.

La stagione venatoria sarà ulteriormente estesa, includendo il periodo delle migrazioni e della nidificazione, le braccate saranno consentite persino sui terreni innevati e la politica potrà decidere arbitrariamente di aggiungere specie cacciabili senza alcuna verifica scientifica. A tutto questo si somma il via libera alla caccia dopo il tramonto, e una norma che punisce con multe fino a 900 € per chi si oppone alle uccisioni – mentre restano immutate e notoriamente inefficaci le pene per chi commette bracconaggio o traffica fauna selvatica -.

Il Trentino – Alto Adige non è esente da queste derive, visti i recenti tentativi di far passare proposte sconosciute al buon senso: l’uso del silenziatore sui fucili e visori notturni per sorvegliare e abbattere sotto copertura di oscurità o vegetazione fitta. Dispositivi che rendono la caccia ancora più spietata, annullano ogni parvenza di “fair play”, violando il principio stesso di etica venatoria.

I dati insomma parlano da soli, ed è urgente riconoscere la portata profondamente anticulturale di questa “riforma”: un testo che non soltanto ignora platealmente i dati scientifici, ma si oppone alle conquiste etiche e ambientali maturate in decenni di impegno civile. Soprattutto sul fronte della caccia agli uccelli, la legge si mostra in tutta la sua ferocia, confermando le critiche più severe mosse dal mondo protezionista: la presunta vocazione dei cacciatori a custodi della fauna selvatica si rivela, alla prova dei fatti, una sterile retorica, una menzogna che non regge di fronte alla realtà di un depauperamento sistematico, giustificata in nome di una tradizione che ha completamente perso senso e motivazione.

Proprio i cacciatori più rispettosi dell’ambiente – coloro che dovrebbero sentirsi responsabili del tesoro naturale da cui attingono – dovrebbero alzare la voce in segno di dissenso. Invece, nel vano tentativo di vestire i panni dei paladini della conservazione, finiscono per tradire sé stessi: la narrazione edificante che hanno costruito crolla, smascherandoli come i primi predoni di quel patrimonio comune. Con questo provvedimento, la compagine venatoria perde non solo la battaglia delle idee, ma anche l’occasione di dimostrare un vero amore per la natura, trasformandosi in un ostacolo al futuro in armonia con la Natura che tutti diciamo di volere.

Il Governo intendeva presentare il testo già due settimane fa, trasmetterlo alle Camere con procedura accelerata e farlo approvare entro agosto, rendendolo operativo per la prossima stagione di caccia. Al momento non esiste ancora alcun atto definitivo: la nostra azione è del tutto preventiva, ma è necessario continuare a esercitare pressione per dissuadere il Governo dal proseguire su questa strada.

Per il bene di ciò che rimane, e per amore di tutte le creature, da noi che crediamo che la Natura possa essere goduta e vissuta senza doverla osservare dal mirino di un fucile. 

~ Per altre info: 
https://www.wwf.it/pandanews/animali/giorgia-meloni-dichiara-guerra-animali-selvatici/
~ Un ringraziamento particolare a Stefania Dal Pra, per aver illustrato in maniera così toccante questa comunicazione

Gli attivisti di WWF Trentino – Alto Adige