Comunicato stampa
Trento, 7 aprile 2026
Climbing e biodiversità: LIPU, WWF e SOS Altissimo potenziano i controlli nelle falesie per proteggere il Rondone maggiore e
altre specie di volatili presenti
Le associazioni ambientaliste annunciano un presidio straordinario di volontari ed esperti
ornitologhi e naturalisti. “L’arrampicata deve rispettare i cicli della natura: disturbare la
nidificazione è un reato amministrativo e penale”.
Le pareti rocciose non sono solo palestre a cielo aperto, ma ecosistemi fragili che ospitano
specie rare e protette. Per questo motivo, LIPU, WWF e SOS Altissimo annunciano
per la stagione in corso un potenziamento dei controlli presso la falesia di Oltrezengol, comune di Nago-Torbole, volto a monitorare le specie presenti e a tutelare la
nidificazione del Rondone maggiore (Tachymarptis melba) e altre specie rupicole.
A differenza di altre specie, il Rondone maggiore è strettamente legato alle pareti naturali.
La presenza umana a ridosso dei nidi durante la primavera e l’estate può causare conseguenze drammatiche: dall’abbandono del sito di nidificazione, all’abbandono delle uova,
al decesso dei nidiacei per mancata alimentazione, alla morte dei giovani che, spaventati
dalla presenza umana in parete, possono lanciarsi nel vuoto prematuramente.
Controlli e sanzioni
Quest’anno, le associazioni hanno deciso di aumentare significativamente le giornate di
presenza e monitoraggio e controllo rispetto al passato con lo scopo di:
• Informare e sensibilizzare i climbers sulla fragilità dell’habitat che stanno frequentando.
• Vigilare sul rispetto delle normative: la legge italiana (L. 157/92) e le norme
europee vietano rigorosamente il disturbo dei nidi. Le violazioni possono configurare
reati penali, punibili con denunce e pesanti sanzioni amministrative.
Un appello al mondo dell’arrampicata
“Il nostro obiettivo non è lo scontro, ma la convivenza pacifica”, dichiarano i portavoce
delle associazioni.
“L’arrampicata è un’attività sportiva basata sul contatto con la natura, ed è proprio agli
sportivi che chiediamo un atto di responsabilità. Rispettare i divieti temporanei o evitare
le zone di nidificazione non significa rinunciare allo sport, ma proteggere una biodiversità
che appartiene a tutti e che non può difendersi da sola.”
Le associazioni ricordano che, nei casi più gravi di minaccia persistente alla fauna, le
autorità competenti possono disporre il sequestro preventivo delle pareti, inibendo
totalmente l’accesso all’area.
In sintesi:
La nidificazione di specie protette prevale sull’uso ludico o commerciale della parete rocciosa nel periodo interessato. Il sequestro è uno strumento utilizzato per fermare il pericolo
immediato di distruzione del sito.
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Per informazioni: WWF Trentino Alto Adige · trentinoaltoadige@wwf.it
