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Comunicato stampa

Sotto una suggestiva nevicata, centinaia di persone si sono riunite alle pendici del Monte

Bondone per ribadire un messaggio chiaro: la montagna non si arrende ai soprusi.

Domenica 9 febbraio 2025, si è svolta una manifestazione organizzata da 24 associazioni del

territorio nell'ambito della mobilitazione nazionale "La Montagna non si arrende". L'evento sul

Bondone è stato uno dei quattordici organizzati simultaneamente in tutta Italia, da Potenza a

Bormio, a testimonianza di un impegno condiviso lungo tutto l'arco alpino e appenninico.

L'obiettivo è denunciare un modello di sviluppo ormai obsoleto, basato sulla monocoltura

turistica e sullo sfruttamento indiscriminato del territorio, che continua ad assorbire ingenti

risorse pubbliche a beneficio di pochi.

L'evento in Bondone ha raccolto la partecipazione di quasi 200 cittadini, uniti dall'urgenza di

proteggere i fragili ecosistemi montani in un contesto di crescente crisi climatica e ambientale.

La manifestazione ha visto negli ultimi giorni l’adesione della SAT – Società Alpinisti Tridentini ma anche il supporto delle ASUC di Sopramonte, Vigolo Baselga e Baselga del Bondone, che

auspicano l'avvio di un dibattito ampio e costruttivo sul futuro del Monte Bondone.

Dal parcheggio delle Viote, i partecipanti hanno intrapreso una camminata verso Vason,

immersi in un paesaggio finalmente invernale. Lungo il percorso si sono susseguiti diversi

interventi che hanno arricchito la giornata. I portavoce delle associazioni hanno evidenziato

come i sempre più frequenti disastri ambientali mettano a dura prova infrastrutture e comunità

locali. Di fronte a questa emergenza, le enormi risorse pubbliche destinate ai Giochi Olimpici

Milano-Cortina 2026, all'espansione delle aree sciabili e alla costruzione di nuovi bacini per

l'innevamento artificiale risultano scelte anacronistiche e insostenibili. Anche sul Monte

Bondone, la proposta di costruire un nuovo bacino artificiale nella piana delle Viote e una funivia

dalla dubbia utilità testimoniano una visione miope dello sviluppo montano.

Tommaso Bonazza del Comitato Acque Trentine ha criticato la diffusa narrazione sulla

multifunzionalità dei bacini artificiali: "Queste opere, costruite in alta quota, difficilmente sono di

utilità al comparto agricolo e il loro contributo in chiave anti-incendio è molto limitato. Nei pressi

del Bondone, ad esempio, esistono già diversi laghi facilmente raggiungibili in pochi secondi da

un elicottero. Inoltre, il valore ecologico e ricreativo di queste infrastrutture è sostanzialmente

inesistente: ecco perché non possono essere definite in nessun modo dei laghetti alpini. Per

riempire questi invasi servono enormi quantità di acqua, che viene prelevata da torrenti e fiumi,

privando di fatto gli ecosistemi fluviali della loro risorsa più vitale."

Le associazioni sottolineano che la loro critica non è rivolta agli operatori locali, ma alle scelte

politiche che continuano a finanziare infrastrutture non sostenibili. "Non chiediamo la chiusura

dei comprensori sciistici," spiegano gli organizzatori. "Siamo consapevoli dell’importanza

economica del settore, ma riteniamo essenziale avviare una transizione sostenibile per

proteggere queste professioni dai rischi crescenti legati al cambiamento climatico."

Stefano Musaico, attivista di Extinction Rebellion, ha aggiunto: "Il turismo è sicuramente un

settore fondamentale per il Trentino, ma non si possono ignorare i suoi impatti negativi sul

territorio e sulle comunità: produzione di rifiuti, traffico, consumo di suolo, aumento dei prezzi

delle case, perdita di identità culturale. Il Trentino sta perdendo attrattività per chi non lavora nel

turismo: fatichiamo a trovare medici, autisti per gli autobus, e i servizi per i residenti si stanno

riducendo. Creare nuove attrazioni per turisti non farà che aggravare questi problemi."

La manifestazione ha ribadito il valore della montagna come ecosistema vitale e patrimonio

culturale da preservare. Marta Villa, antropologa del Dipartimento di Sociologia dell’Università di

Trento, ha sottolineato il ruolo delle comunità locali nella gestione sostenibile del territorio: "Le

comunità proprietarie dei Domini Collettivi, che ogni giorno li curano per trasmetterli migliorati

alle generazioni future, sono un laboratorio di democrazia profonda, basato su rispetto,

prudenza e autonomia. Questo equilibrio fragile viene messo a rischio da un sistema economico

che trasforma la montagna in una risorsa da sfruttare senza limiti."

Viola Ducati della Rete Climatica Trentina è intervenuta sul progetto della funivia: "Non siamo

contrari di principio a una funivia e a una mobilità più sostenibile per il Bondone. Tuttavia, il

progetto attuale, privo di una stazione a Candriai che consentirebbe di collegare la parte ovest

del Bondone, non sostiene la residenzialità né riduce il traffico. Piuttosto, aggiunge flussi turistici

senza migliorare i servizi per chi vive in montagna. Davvero vogliamo accettare una grande

opera pubblica che sembra più funzionale alla promozione turistica di Trento che al benessere

delle comunità montane?"

A sottolineare come la mobilità sostenibile venga spesso utilizzata come pretesto infondato per

la costruzione di nuovi impianti è intervenuto Luigi Casanova, presidente di Mountain

Wilderness Italia. Casanova ha evidenziato la pericolosità dei tre collegamenti sciistici previsti in

partenariato pubblico-privato – Cortina-Badia, Cortina-Arabba e Cortina-Monte Civetta – che

andrebbero a incidere ulteriormente sulle Dolomiti, già fortemente compromesse dal turismo di

massa.

Le associazioni promotrici auspicano che questa mobilitazione sia solo l’inizio di un dialogo

costruttivo con le amministrazioni locali, provinciali e nazionali. Solo attraverso un confronto

aperto e inclusivo sarà possibile individuare soluzioni sostenibili per il futuro della montagna.

La montagna non si arrende. Chi la vive e chi la ama continuerà a lottare per il suo futuro.

Trentine, ENPA del Trentino, Extinction Rebellion Trentino, Il Gruppo Roncafort, Italia Nostra sezione trentina, La Foresta – Accademia di comunità, Circolo di Trento di Legambiente, LIPU

sezione di Trento, L'Ortazzo, LUMEN slowjournal APS, Mountain Wilderness Italia, Movimento

per la Decrescita Felice, Pan-EPPAA, Protect Our Winters Italy, Punto Zero APS, Rete

Climatica Trentina, SAT – Società Alpinisti Tridentini, The Outdoor Manifesto, Vicini al Lagorai

ODV, Viração&Jangada, WWF Trentino e Yaku

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Per informazioni: WWF Trentino Alto Adige · trentinoaltoadige@wwf.it

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