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Comunicato stampa

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COORDINAMENTO NO A31 – UN APPELLO

Salvare il territorio, metterlo in sicurezza, risanarlo. Salvarlo dal dissesto idrogeologico che fa allagare le città e franare le montagne ogni volta che piove un po’ più forte; ma anche liberarlo dalla cementificazione e dal peso che insiste sulla sua superficie; dall’inquinamento e dall’immondizia. Oltre a ciò è necessario posizionare la barra sui grandi temiche riguardano l’attuale modello di sviluppo, procedere con una forte inversione di tendenza che metta sul piatto gli obiettivi legati a combattere i cambiamenti climatici ed alla valorizzazione di una economia circolare eco-sostenibile. Sono queste le più urgenti Grandi Opere che il nostro Paese deve realizzare

La recente sentenza del Consiglio di Stato ha giudicato illogico e irrazionale tutto l’iter progettuale ed autorizzativo del prolungamento a Nord dell’autostrada Valdastico Nord – A31, di fatto azzerando qualsiasi precedente progettualità in seno all’opera.

È quindi oggi più che mai importante ribadire le radici del nostro dissenso, inserendo le nostre motivazioni all’interno del tema delle Grandi Opere tutte.

Costi

Un recente studio realizzato dalla Camera dei Deputati nella XVII Legislatura ha accertato un aumento dei costi per le 97 opere analizzate tra il 2004 ed il 2014 superiore al 64 %, per un valore assoluto superiore ai 150 Mld. Di tutto interesse è anche lo studio redatto dalla CGIA di Mestre dal titolo emblematico “Grandi Opere: costi e cantieri infiniti” dal quale apprendiamo aumenti percentuali anche del 900%. Opere sostanzialmente fuori controllo. Quali altri interventi ben più urgenti si potrebbero finanziare? Giusto per restare sui temi che tanto mettono in difficoltà la politica locale in Trentino ma che suonano come ridicoli e totalmente pretestuosi presa in considerazione la necessità di spesa per un’opera inutile come la Valdastico Nord, elenchiamo: tutela dei territori dal dissesto idrogeologico, misure di adattamento al cambiamento climatico, creazione di una filiera in grado di liberare rapidamente strade e sentieri ancora bloccati dai disastri della tempesta Vaia, incentivi alla piccola produzione agricola locale, tutela e sostegno degli alpeggi per la convivenza con i Grandi Carnivori, miglioramento dei percorsi di accoglienza dei migranti, …

Corruzione

Intorno alle Grandi Opere in molti casi si sono catalizzati forti interessi di natura criminale che si sono mossi in simbiosi con forti pressioni di natura politica. La mappa del connubio corruzione-grandiopere va da Nord a Sud (Alta Velocità Firenze Bologna, l’EXPO, il MOSE, Pedemontana Lombarda, Ponte sullo Stretto di Messina, la Salerno Reggio Calabria, il Terzo Valico di Genova, il Tunnel del Brennero). I fattori che vengono identificati quali “facilitatori” di corruzione sono 1) il soggetto che prende decisioni pubbliche opera in un regime di monopolio 2) le rendite create attraverso le decisioni pubbliche sono ingenti 3) scarsa trasparenza dei processi decisionali 4) elevata discrezionalità nella scelta dei contraenti, solitamente legata alla dimensione di emergenza che caratterizza l’opera 5) sistemi di supervisione che tendono ad essere insufficienti o semplificati.

La questione di fondo che connota il binomio opera pubblica-corruzione spesso si manifesta quando saltano i parametri di utilità pubblica dell’opera e viene invece a dominare la logica dell’interesse privato: proprio ciò che pare stia avvenendo con la Valdastico Nord, ove sono già stati messi in campo dalla dialettica provinciale superiori interessi economici ad esempio del polo produttivo di Rovereto.

Violazione dei Diritti

L’azione di difesa dei diritti fondamentali esercitata dal movimento in opposizione da oltre 25 anni alla linea ferroviaria Torino-Lione evidenzia in particolare la violazione dei diritti alla piena informazione sugli obiettivi e le conseguenze del progetto, di partecipare diretta ai processi decisionali. In particolare,

“si sono violati diritti fondamentali civili e politici come la libertà di opinione, espressione, manifestazione e

circolazione, come conseguenze delle strategie di criminalizzazione della protesta …” (sentenza del TPP – Tribunale Permanente dei Popoli, 5-8 novembre 2015 )

Tale sentenza chiarisce in maniera dettagliata quali sono gli aspetti che riducono il diritto di democrazia nei casi in cui si mettono in campo le Grandi Opere, in particolare: il diritto alla partecipazione, il diritto a far prevalere l’interesse pubblico anziché quello economico privato. Per questa ragione le iniziative dei cittadini, dei movimenti, dei comitati spontanei, sono indispensabili ai fini di attivare una azione di sorveglianza a tutela dei valori costituzionali. Queste realtà sono “ sentinelle che lanciano l’allarme” al constatare di violazioni di diritto che possono avere un grave impatto sociale ed ambientale. Anche nel caso della Valdastico Nord è stato merito dei cittadini ed in particolare delle istituzioni locali se, attraverso ogni forma legittima incluse le costose vie legali , si è ottenuta la sentenza del Consiglio di Stato. Sentenza che include al suo interno valutazioni molto simili alla sentenza del TPP.

Disastri ambientali

I danni causati all’ambiente a causa delle Grandi Opere fanno parte di una lista infinita che vede al suo interno non solo danni al paesaggio, al delicato sistema idrogeologico, ma anche alla salute umana: tali disastri sono in molti casi dovuti ad azioni criminose di smaltimento illecito di rifiuti tossici nocivi. questo tema si aggiunge la non ancora risolta questione della VIA ( Valutazione d’impatto ambientale) che, prima del nuovo codice degli appalti, era collegata alla presentazione del progetto preliminare dell’opera con tutte le conseguenze superficialità collegate a tale iter e che attualmente si trova in unasorta di limbo. In assenza di una reale volontà di superare le cause presenti nei temi di inutilità dell’opera, presenza di legami con attività illecite, assenza di procedure di trasparenza, non adeguato controllo dei costi, la questione dei danni ambientali e sociali collegati alla realizzazione dell’opera è di grande preoccupazione per tutti i movimenti ed i singoli cittadini che si trovano ad agire attraverso i trasversali e logici criteri di precauzione volti alla difesa del suolo, della salute e dell’ambiente.

Economia circolare

L’economia circolare interviene all’interno dell’attuale sistema economico e culturale attraverso un forte cambiamento del paradigma che vede nella relazione stretta tra sviluppo ed aumento di beni di consumo il suo punto di forza.

Il termine “economia circolare “ prende come riferimento i sistemi naturali, ove il ciclo di trasformazione e consumo delle risorse genera una quantità infinitesima di scarti inutilizzabili. L’applicazione di tale modello circolare è volta a superare l’attuale visione riduttivamente lineare (dalla materia prima al rifiuto) del modello economico attuale, in modo da dare valore ad un insieme di fattori che non pongono in primo piano il valore monetario quanto piussosto quello sociale e territoriale, riducendo in modo significativo la produzione di scarti e di impatti negativi sull’ambiente e sulla salute.

Con la comunicazione COM ( 2015) 614 final del 2/12015 dal titolo: “L’anello mancante – Piano d’Azione dell’Unione Europea per l’economia circolare”, la Commissione Europea pone le basi per una serie di azioni finalizzate, prioritariamente, alla drastica riduzione dei rifiuti: tale presa in carico, da parte di tutti gli Stati europei, del necessario cambio di paradigma deriva dal realizzare l’attuale incapacità del del sistema produttivo dell’ambiente e della società di sostenere le pressioni indotte dal sistema produttivo.

Lo sviluppo dell’economia circolare è del tutto trascurato nelle analisi dei costi benefici fino ad oggi prodotte per difendere la costruzione delle Grandi Opere. L’utilizzo sempre più spinto di bio materiali porterà allo sviluppo di economie fortemente radicate territorialmente che avranno una forte circolarità delle filiere, con conseguente inevitabile riduzione delle merci circolanti. La messa in atto di politiche “CradletoCradle” (C2C – design dei prodotti con approccio biomimetico e rigenerativo) ha l’obiettivo di orientarsi verso principi di forte ecosostenibilità, in grado di includere quella del trasporto merci.

Il tema dell’economia circolare risulta estremamente riduttivo se letto esclusivamente in chiave economica -declinata in termini di aumento dei profitti- ma presenta potenzialità di forte trasformazione se riusciremo a riavvicinare il significato di “economia” alla riduzione degli sprechi in tutte le sfumature possibili.

Conclusioni

Il prolungamento a Nord dell’Autostrada A31 – Valdastico Nord, qualsiasi percorso questa possa seguire, non è che uno spaccato del tentativo dell’attuale modello economico di ancorarsi disperatamente e codardamente ad un passato problematico fatto di corruzione, sprechi, consumo di suolo, dati divulgati in maniera truffaldina (e.g. dati di traffico della Valsugana), interesse immediato a favore di pochi.

È ora di guardare con coraggio ad un modello diverso, che sappia additare la mostruosità delle Grandi Opere Inutili per ciò che sono: un costo speculativo insopportabile per i territori, le comunità, l’ambiente.

Per questo, il nostro rifiuto alla costruzione della Valdastico Nord non può che essere assoluto e totale: e qualsiasi forza che abbia a cuore il benessere del Trentino è oggi moralmente in dovere di manifestare tale dissenso (con dati fattuali, competenza e argomenti, che mai verranno meno dal presente Coordinamento), contro la supponente demagogia di chi vorrebbe per il Trentino, l’Italia, l’Europa, la Terra l’ennesimo tossico carico di devastazione.

AgricUltura sez. Trentino

Amici della Terra – sez. Alto Garda e Ledro

CIPRA Italia

DINO TAV

ENPA – sez. Trentino

Gruppo Italiano Amici della Natura

Italia Nostra – sez. trentina

LAC – sez. Trentino

LAV Italia

Ledro Inselberg

Legambiente – sez. Trentino Alto Adige

LIPU – sez. Trentino

Medicina Democratica – sez. Trentino

Medici per l’Ambiente ISDE – sez. Trentino

Mountain Wilderness Italia

NO TAV Mamme Marco

Salviamo la Val d’Astico

SOS Anfibi

SOS Anfibi – gruppo di Vicenza

WWF Italia

WWF – O.A. Trentino

YAKU

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Per informazioni: WWF Trentino Alto Adige · trentinoaltoadige@wwf.it

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