loader image

Novità

UN FUTURO INCERTO PER JJ4 

 

(grazie a Stefania Dal Pra, volontaria WWF, per averci gentilmente donato l’immagine qua sopra)

Reduci da settimane impegnative non ancora terminate, proviamo a tirare le somme dell’interminabile polemica che ogni anno vede protagonisti gli orsi del Trentino.

Mentre la petizione del WWF Italia per salvare l’orsa JJ4, su cui pesa una ordinanza di abbattimento del presidente della PAT, ha superato le 100 mila firme, il TAR di Trento sospende almeno temporaneamente detta ordinanza, richiamando nella sua decisione il principio di proporzionalità e la necessità di mettere in campo altre soluzioni “energiche” (e.g., radiocollare a scopo dissuasione) prima di considerare l’opzione letale: una decisione di cui indubbiamente non possiamo che rallegrarci, assieme agli stessi protagonisti della vicenda. A loro va un rinnovato augurio di pronta guarigione e soprattutto la nostra vicinanza per minacce ed improperi ingiustamente ricevuti: nessuna strada verso una pacifica convivenza con gli orsi (come qualsiasi altra questione, a dire il vero) passa per insulti gratuiti e meschini elargiti a mezzo social. 

Inevitabilmente ci si chiede che conseguenze potrà portare una nuova estremizzazione del dibattito: in un contesto Trentino ove un chiaro Piano di Comunicazione sui Grandi Carnivori è ad oggi praticamente inesistente dopo aver impiegato quasi 15 anni per realizzarsi ed essere stato implementato per tre a stento, siamo pronti a scommettere che questo è tanto quanto ai territori manca. Una informazione capillare ed onesta, in grado non di dipingere l’orso bruno come un fantoccio di peluche ma come il Selvatico, un simbolo delle nostre montagne che merita rispetto e cautela. Dopo averlo visto seppur brevemente all’opera da parte degli spesso encomiabili tecnici della PAT, sappiamo che tale sforzo è possibile: ma è evidente quale sia il vincitore tra l’interesse a rendere la specie un mezzo elettorale o una occasione culturale.

D’altro canto, le azioni possibili non si fermano alla comunicazione, ma passano attraverso una diversa visione del contesto in cui il PNAB è inserito: una enclave di orsi cinta da alte montagne e manufatti umani (strade ed autostrade) che, complice l’alta disponibilità alimentare, molte specie hanno poca convenienza ed alta difficoltà ad abbandonare. Connettività ecologica, questa sconosciuta: un problema già in parte tracciato dallo Studio di fattibilità per la reintroduzione dell’orso bruno (Ursus arctos) sulle Alpi centrali (Duprè et al., 2000) al quale vi invitiamo alla lettura essendo in questo e in molti altri sensi anticipatore, vent’anni or sono, dei problemi che stiamo oggi affrontando. 

In tutto questo, è necessario agire per fermare subito gli abbattimenti “automatici”, resi ancor di più tali da una Giunta particolarmente prona all’isteria e ad allarmismi demagogici, di tutti gli orsi coinvolti in incontri ravvicinati o incidenti. Il Piano d’Azione per la Conservazione dell’Orso sulle Alpi (PACOBACE), in particolare dopo la modifica del 2015 prevede infatti la possibilità di abbattimento anche in caso di orsi che hanno semplicemente fatto ciò che la natura gli ha insegnato (difendersi o difendere la loro prole da un pericolo percepito), o causato poche migliaia di euro di danni.

La strada è ancora lunga, e la scommessa è che sia percorribile assieme a chi può apparentemente portare diversi interessi: anche senza una amministrazione provinciale che ha scelto di cancellare la propria partecipazione alla “Piattaforma dell’Unione Europea sulla Coesistenza tra Uomo e Grandi Carnivori”.

Nel frattempo, non smetteremo di esserci: anche grazie al vostro aiuto.

I volontari di WWF Trentino

SEGNALAZIONI/PROSSIMI APPUNTAMENTI

Giornata mondiale degli squali

Oggi 14 luglio è la Giornata Mondiale dedicata agli squali.
Tantissime specie di squali e razze – alcune di esse in pericolo critico di estinzione – sono regolarmente catturate in modo illegale da reti e palangari nel Mediterraneo. A causa di questa diffusa illegalità e alla mancanza di una gestione e di un controllo adeguati, nel mediterraneo si consuma ogni anno una vera e propria mattanza di squali, razze, torpedini che provoca danni enormi all’ecosistema marino. Il Mediterraneo si conferma quindi essere uno dei peggiori mari al mondo nella tutela degli squali.
Squali e razze sono indicatori fondamentali della salute degli oceani e i loro effetti ‘benefici’ sugli equilibri marini si estendono dalla superficie ai fondali più profondi. In molte zone del mondo rappresentano anche un’importante risorsa economica nel turismo.

WWF insieme a cooperative di pescatori, ONG e ricercatori nell’Adriatico meridionale per colmare la grave mancanza di informazioni sugli squali e le loro minacce sta portando avanti un progetto chiamato SafeSharks. Grazie a speciali tag satellitari si sta monitorando la capacità di sopravvivenza degli animali catturati accidentalmente e rilasciati con metodiche appropriate.

QUI trovate il report aggiornato del progetto SafeSharks

Un altro gravissimo nonchè brutale problema è la pratica del finning ovvero il taglio delle pinne degli squali, spesso rigettando gli animali nell’oceano  ancora vivi. A causa dell’alto valore commerciale delle pinne e del loro uso in zuppe tradizionali la pratica dello spinnamento degli squali si verifica ancora e l’Europa è uno dei maggiori giocatori nel commercio globale di pinne.

QUI trovate una petizione che vi chiediamo di sottoscrivere, per chiedere la fine del mercato di pinne di squalo nell’Unione Europea (EU) .

Speakers’ corner a Trento del Coordinamento NO A31

Sabato 18 luglio alle ore 18.30 presso Piazza Lodron a Trento si terrà un’assemblea all’aperto  dedicata a tutt* coloro che voglio approfondire il tema della Valdastico Nord.

Si tratta di uno speakers’ corner in cui si susseguiranno alcuni esponenti del Coordinamento NoA31 per discutere con chi avrà voglia di porre domande e aprire questioni inerenti l’autostrada Valdastico Nord. È realizzabile? È  compatibile con le esigenze delle comunità che si nei territori che attraverserebbe? È economicamente vantaggiosa? È sostenibile dal punto di vista ambientale? Ha ricadute positive sulla salute pubblica?
Questi sono alcuni dei quesiti che potrebbero uscire da un dibattito pubblico in cui tutti possono diventare attori.

Siete tutt* invitat* a partecipare!
(Per una piccola anticipazione, potete ascoltare qua l’intervista data riguardo la questione A31 dal nostro presidente al collettivo “theNewBridge”)

La newsletter com’è arrivata nella casella