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Novità

BENE L’ANALISI, MEGLIO LA PREVENZIONE
 

Parziale soddisfazione per le parole di Ravelli: qualche precisazione è tuttavia necessaria

Apprendiamo da un articolo de ilDolomiti.it il pensiero dell’Associazione Cacciatori riguardo la nostra proposta di sospensione dell’attività venatoria, non potendo che congratularci per la parziale apertura in tal senso.
Se tuttavia la capacità di aiutare ed intervenire è prerogativa di ogni buon cacciatore -come ci sembra di cogliere da quanto scritto: preme tuttavia ricordare che tale caratteristica non è esclusiva del comparto caccia, e sarebbe bene rispondere nel merito piuttosto che fregiarsi di lodi ampiamente riconosciute a qualsiasi volontario di protezione civile e vigile del fuoco, ancor prima che ai tesserati cacciatori-, allora dovremmo sfondare una porta aperta ribadendo che bisogna ragionare molto prima che i disastri si palesino. Ovvero, in termini di prevenzione. Sapremo solo tra molti mesi quale sarà stato il probabile impatto causato dagli ultimi eventi meteorologici sulla fauna selvatica: nel frattempo, come dei buoni amministratori, purchè parziali, di un bene ad ampia godibilità quale è quello naturale, dovremmo accettare di non poter trarre delle conclusioni definitive, ed in conseguenza di ciò, sospendere lo sfruttamento.
Su che cosa si basano peraltro i piani di abbattimento, se non su ragionati ed esperti conteggi degli individui delle popolazioni oggetto di prelievo? Tali conteggi non possono e non devono essere scolpiti nella pietra: è necessario che il comparto caccia sia immediatamente ricettivo anche per il suo stesso interesse alle situazioni successive all’emanazione di tali piani.
Che la sospensione proposta possa risultare col tempo non necessaria non potrà che rallegrarci: l’alternativa -la possibilità di mettere in una irreversibile crisi un sistema naturale già stressato- è molto peggiore.

Ci si attende quindi, come sottolineato da Ravelli stesso, che l’Associazione eserciti, e non professi.

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