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Novità

EARTH HOUR 2024

Questa settimana di marzo è dedicata a tante iniziative che sabato 23 marzo alle 20.30 culmineranno con lo spegnimento a livello globale delle luci in molti monumenti, edifici pubblici, musei.

QUI trovate tutte le iniziative aggiornate e le indicazioni su come partecipare.

Tutt* siamo chiamat* a dare un segno di sdegno per come il Pianeta Terra sta venendo trattato: un’ora di luce in meno è un piccolo gesto, dalla grande portata simbolica: soprattutto quando è collettivo.

Unisciti a noi: spegni la luce per un’ora!
I volontari di WWF Trentino
 

OLTRE L’EARTH HOUR: QUALCHE CONSIGLIO SU COME RIDURRE L’IMPRONTA CLIMATICA DEI NOSTRI STILI DI VITA

PIÙ ATTIVITÀ FISICA, MENO CELLULARI

Esci e vai a correre o fare attivitá fisica all’aperto. Per un’ora metti il telefono in modalità “non disturbare” e goditi un po’ di tempo libero per te stesso senza alcun dispositivo che consumi energia. Farai del bene a te e al Pianeta!
 

L’impronta di carbonio media di uno smartphone durante l’utilizzo per circa un’ora al giorno per un anno è di circa 60 kg di CO2 equivalente – CO2eq (a seconda del modello e della marca), che equivale a guidare un’auto per 250 km o a volare in aereo per 50 km. Se si conta anche l’impatto dell’utilizzo di reti e centri dati, questa stima potrebbe superare i 100 kg di CO2. Pensando a quanti smartphone vengono venduti all’anno (più di 1 miliardo) questi numeri diventano enormi. Non solo, se si conta anche tutto il ciclo produttivo dall’estrazione delle materie prime come metalli e terre rare, all’assemblaggio, alla distribuzione, al trasporto, e lo smaltimento le emissioni aumentano ancora di più. Nel 2020 gli smartphone hanno contribuito alla creazione di ben 580 milioni di tonnellate di emissioni di CO2.

RICICLA IL VESTIARIO

Fai uscire la CO2 dai tuoi armadi!
 

Dedica un’ora al tuo guardaroba sostenibile: dona o ricicla i vestiti che non metti e se serve sostituirli acquista nuovi capi di seconda mano. Se tutti gli adulti di una grande nazione acquistassero metà del loro guardaroba di seconda mano, potrebbero evitare che ben 12,5 miliardi di chili di emissioni di CO2 entrino nell’atmosfera. Ciò equivale a un aereo che fa il giro del mondo più di 17mila volte, o a 261mila voli da Londra alla Grecia.

PROTEGGI IL CLIMA ANCHE DALLA TUA TAVOLA

Dedica un’ora alla preparazione di un pasto con metodi innovativi a basso consumo e fai un pasto interamente vegetale con prodotti locali di stagione!

Oltre ad avere un piatto più leggero dal punto di vista dell’impronta di carbonio, sarà anche più salutare. Un hamburger vegetale da 150 g emette in media circa dal 60 al 90% meno (da 0,4 a 2,6 kg di CO2eq), rispetto ad un hamburger di manzo (dai 4 ai 9 kg di CO2eq, a seconda della provenienza). 1 Kg di verdura prodotta in serra fuori stagione produce in media circa 40 kg di CO2eq, mentre la stessa quantità di verdure prodotte in un campo durante la stagione giusta produce in media circa 130 volte in meno CO2 (0,3 kg di CO2eq). Un chilo di ananas trasportati per via area producono in media circa 15 kg di CO2 equivalente, mentre 1 kg di mele biologiche coltivate sul territorio nazionale producono in media circa 75 volte meno CO2 (0,2 kg di CO2eq).

ATTENZIONE ALLA “DEFORESTAZIONE INCORPORATA”

Scopri la foresta nascosta nei tuoi consumi!

Per un’ora del tuo tempo informati sulla deforestazione nascosta nei prodotti che acquisti: Scopri le certificazioni per riconoscere la sostenibilità dei prodotti che provengono dalle foreste, anche quelli che non ti aspetti. Ad es. Il caffè può essere grave causa di deforestazione se non ha una certificazione ambientale (per esempio Rainforest Alliance) che ne attesti la provenienza da piantagioni gestite responsabilmente. I materassi e cuscini in lattice naturale, estratto dagli alberi della gomma ai tropici, se certificato FSC ha una provenienza sostenibile garantita. Anche nelle creme e nei detergenti possiamo trovare ingredienti legati alle foreste, come l’olio di palma, che se certificato RSPO ne attesta la provenienza da piantagioni gestite responsabilmente.

Sai cosa significa “deforestazione incorporata”? È la deforestazione derivante dalla produzione di beni e servizi. Questo concetto permette di collegare la deforestazione nei Paesi produttori con il consumo associato di quei beni nei paesi consumatori. Alla deforestazione incorporata viene attribuito l’80% della responsabilità in termini di aree deforestate. Un terzo delle emissioni di CO2 derivanti dalla deforestazione è incorporato nel commercio internazionale, soprattutto legato alla produzione di carne, soia e olio di palma e biocombustibili richiesti dai Paesi occidentali. A questo va poi aggiunta l’industria del legno che spesso fa da apripista al taglio delle foreste. La deforestazione indiretta non riguarda solo i prodotti di massa e le materie prime ma potrebbe riguardare anche i mercati alimentari di “qualità” dell’industria italiana. Per fortuna esistono ormai molte certificazioni, che consentono di capire se un prodotto è legato ad un uso responsabile delle foreste. Scopri maggiori informazioni magari ascoltando un podcast, un documentario o utilizzando il sito di WWF Italia. Puoi trovare tante informazioni utili.

RISPARMIA L’ACQUA

Per un’ora del tuo tempo prova a non consumare acqua, non solo quella del rubinetto, ma anche ad eliminare il consumo di “acqua nascosta”!
 

Diminuire il consumo non solo aiuta a non sprecare acqua, ma fa risparmiare energia e quindi CO2. La scarsità d’acqua è infatti una delle maggiori crisi legate al cambiamento climatico. Due sono i fattori che contribuiscono maggiormente a questo problema: l’aumento della domanda globale di acqua e l’insufficienza e l’insostenibilità dei mezzi con cui questa domanda viene soddisfatta. L’Italia è prima per consumo di acqua in Europa con oltre 215 litri pro capite consumati giornalmente contro una media europea di 123 litri di acqua per abitante al giorno. Lasciare aperto il rubinetto per 2 minuti fa consumare circa 16 litri di acqua potabile. Ma non si tratta solo di chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, di ridurre la doccia a 3 minuti o di mandare la lavatrice solo a pieno carico. Le attività domestiche costituiscono meno del 4% del nostro consumo idrico totale giornaliero, mentre il restante 92% rientra in due categorie “invisibili”: la produzione industriale di articoli per la casa come carta e cotone e la produzione alimentare. Il 69% del nostro consumo idrico giornaliero totale proviene dalla produzione di cibo in continua crescita. Per una persona ciò equivale in media a ben 5mila litri di acqua “mangiati”, al giorno. Ad esempio, l’impronta idrica di 200 g di carne di manzo equivale a 47 docce di otto minuti e consuma quattro volte più acqua

della stessa quantità di carne di pollo. Le verdure hanno un’impronta idrica molto più bassa perché la loro produzione è più efficiente per ottenere calorie, proteine e grassi. 200 g di verdure consumano 0,2 l di acqua.

SPEGNI TUTTE LE LUCI DI CASA PER UN’ORA

Quindi non solo le lampadine, ma anche tutte le “luci nascoste”, quelle delle spie delle apparecchiature in standby. Solo così puoi davvero ridurre i consumi e le emissioni della tua casa!

Se tutte le famiglie in Italia spegnessero le proprie luci durante Earth Hour avremmo un risparmio di circa 1.542.000 kWh e circa 395 tonnellate di CO2. Facendolo ogni giorno dell’anno potremmo risparmiare 144.175 ton CO2. Anche le “luci nascoste”, quelle delle spie delle apparecchiature in standby hanno un impatto sulla bolletta e sulle emissioni. Se tutte le famiglie italianane le spengessero durante Earth Hour avremmo un risparmio di altre 411.200 Kwh che equivalgono a circa 105 tonnellate di CO2. Facendolo ogni giorno dell’anno potremmo risparmiare 38.452 tonnellate di CO2.

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