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Valtrigona · Sentiero natura

Bacheca B2

Il modellamento del paesaggio e il ghiacciaio di pietra

Confine: gestionale Oasi WWF Italia, coerente con le particelle catastali. Tracciati e tappe: OpenStreetMap (ODbL); i cippi 2, 5, 6, 7 e 13 sono collocati lungo il sentiero dalle indicazioni del WWF Trentino Alto Adige. Il confine è indicativo.

Dalla Malga Agnelezza, la Valtrigona si presenta con una tipica morfologia a circo glaciale, formata dalla fusione di tre circhi minori.
I circhi glaciali sono le aree di accumulo della neve, dove le valanghe che precipitano dalle pendici sovrastanti contribuiscono ad alimentare il ghiaccio. Nei periodi caratterizzati da anni freddi consecutivi, la neve si conservava e si trasformava gradualmente in ghiaccio compatto.
Con l’aumento della massa glaciale, la pressione aumentava e il ghiacciaio si spostava verso valle, modellando il substrato e lasciando depositi morenici laterali e frontali.
Oggi, i ghiacciai della Valtrigona sono solo un ricordo, visibile nei pochi nevai residui che sopravvivono fino all’inizio dell’estate. Tuttavia, molte testimonianze della loro presenza sono ancora evidenti nel paesaggio.

Il laghetto dell’Agnelezza e le morene glaciali

Nel circo centrale della valle, si trova il laghetto dell’Agnelezza (non visibile dalla malga). Questo piccolo specchio d’acqua si è formato vicino a una faglia, una frattura tra grandi masse rocciose che attraversa la Valtrigona. La sua posizione è probabilmente legata a un’escavazione glaciale avvenuta nel passato.
Il laghetto è in fase di interramento, con il progressivo accumulo di depositi alluvionali e piante palustri. La sua alimentazione avviene principalmente per percolazione dai versanti superiori.
I due fianchi della valle ospitano numerose morene glaciali, accumuli di detriti lasciati dal ritiro dei ghiacciai:

  • le morene antiche, situate sotto Malga Agnelezza, risalgono a circa 10-12.000 anni fa e sono ormai colonizzate da vegetazione arbustiva e arborea, con alcuni massi ancora ricoperti di licheni.
  • la morena su cui sorge Malga Agnelezza è più recente, testimoniando una fase successiva della glaciazione.

I rock glaciers: i ghiacciai di pietra

Una delle formazioni più particolari dell’alta Valtrigona è la presenza dei rock glaciers o ghiacciai di pietra. Il più esteso si trova di fronte a Malga Agnelezza, sulle pendici del Pastronezze, mentre un altro si estende tra il Tornion dell’Agnelezza e la cresta verso Forcella Valtrigona.
I rock glaciers si formano attraverso l’accumulo di detriti nei circhi glaciali o sotto i versanti montuosi. Si distinguono per la loro forma a lingua, leggermente rialzata rispetto al pendio circostante, e terminano con una fronte ripida.
Ciò che rende un rock glacier attivo è la presenza di ghiaccio al suo interno, che ne permette il movimento lento e continuo. In Valtrigona, si ipotizza che il ghiacciaio di pietre di fronte a Malga Agnelezza sia ancora parzialmente attivo, come suggerisce la scarsa colonizzazione da parte di licheni e altre piante.

Verso i boschi estremi

Lasciata Malga Agnelezza, il sentiero sale lungo un breve cordone morenico, rivestito da alte erbe, per poi attraversare le pendici orientali del Tornion dell’Agnelezza.
Questa zona è soggetta a valanghe invernali, che modellano il paesaggio e limitano la crescita della vegetazione.
Nei pressi degli ultimi boschetti di larici e pini cembri, a 1890 m s.l.m., si incontra il cippo segnaletico n. 10, che invita a riflettere sull’ecologia di questi boschi estremi, capaci di resistere alle condizioni più difficili dell’ambiente alpino.