loader image

Valtrigona · Sentiero natura

Cippo 6

La valle sospesa

Il netto stacco delle pendici segnala l’ingresso nella soglia della valle glaciale sospesa, ben visibile da Malga Valtrighetta. Da questo punto si lascia il solco principale della Val Calamento per addentrarsi nella Valtrigona.
Durante l’era glaciale, il ghiacciaio di Valtrigona confluiva nel grande fiume di ghiaccio che modellava la Val Calamento, attraverso un processo di pressione, movimento e trasporto di materiale litico, noto come esarazione.
Dopo la fine delle grandi glaciazioni, circa 15.000-12.000 anni fa, le nevi perenni si ritirarono verso le testate delle valli, lasciando scoperte le aree precedentemente occupate dal ghiaccio. L’erosione fluviale ha poi ulteriormente inciso questi territori, come si può osservare nella piccola forra situata a monte della passerella sul torrente Maso.
In tempi relativamente brevi, l’imbocco della Valtrigona rimase sospeso a circa 150 metri sopra il fondovalle.

L’uso umano del territorio

La morfologia dolce di questi luoghi ha favorito, nei secoli passati, la progressiva dissodazione della foresta per la creazione di piccoli pascoli per il bestiame, le cui tracce sono ancora oggi visibili.
Ci troviamo ben al di sotto del limite della vegetazione forestale: le radure che si iniziano a intravedere vengono chiamate “pascoli secondari”, poiché derivano dall’azione umana sulla foresta originaria. Questi si distinguono dai “pascoli primari”, che invece si formano in modo naturale, senza l’intervento dell’uomo.

L’ingresso nell’Oasi WWF

Tornando sui propri passi, il sentiero riprende a salire costeggiando il torrente Agnelezza. Superando una valletta erbosa, si raggiunge la quota di 1600 m s.l.m., dove si entra nell’Oasi WWF. L’ingresso è segnalato da un cippo in bronzo con il Panda e, poco più sopra, dal cippo segnaletico n. 7.
Qui ha inizio il pascolo di Malga Valtrigona (1632 m s.l.m.), sede del Centro Visitatori dell’Oasi, che si raggiunge in breve tempo.

Malga Valtrigona e le sue strutture

Un grande masso erratico, depositato dai ghiacciai durante il loro ritiro, introduce al nucleo degli edifici di Valtrigona, che un tempo servivano per le attività di alpeggio.
La malga è composta da tre edifici principali:

  • Il Barco, la lunga stalla che fungeva da ricovero per il bestiame.
  • La Casèra, utilizzata per la lavorazione e la conservazione del formaggio, nonché come alloggio per i malghesi.
  • Il Barchéto, piccolo edificio destinato all’allevamento dei maiali, nutriti con gli scarti della lavorazione dei prodotti d’alpeggio.

Oggi, tutti gli edifici sono stati ristrutturati, mantenendo esternamente la tipologia originaria, ma adattando gli interni alle nuove esigenze dell’Oasi:

  • Il Barco ospita il Centro Visitatori e una foresteria per gli ospiti.
  • La Casèra funge da struttura di servizio per il personale dell’Oasi.
  • Il Barchéto è stato convertito in magazzino.

L’intera area è alimentata da un impianto solare fotovoltaico, che fornisce energia per l’illuminazione degli edifici e del Centro Visitatori.