Valtrigona · Sentiero natura
Cippo 13
I panorami dalla Forcella
La Forcella Valtrigona è un passaggio montano strategico, il principale valico che collega i pascoli di Suerta e d’Ezze con la Val Calamento. Per secoli, è stata utilizzata per la transumanza delle greggi, testimoniando il legame storico tra l’uomo e queste montagne.
Oltre al suo valore storico e pastorale, la Forcella rappresenta un geotopo di grande interesse, poiché offre una visione chiara e completa della storia geologica della zona.
L’evoluzione glaciale della Valtrigona
Dall’alto, l’osservazione della Valtrigona permette di comprendere il processo di modellamento della valle:
- Sono ben visibili i circhi glaciali maggiori, antichi bacini di accumulo della neve che alimentavano il ghiacciaio.
- A valle del laghetto dell’Agnelezza, si distingue l’area dove il ghiacciaio, nella sua fase di massima energia, ha eroso i fianchi della valle, modellando il tipico profilo a U prima di scendere in Val Calamento.
Anche se l’Oasi WWF termina in questo punto, il panorama si apre sulla Val di Fregio, un’ampia conca alpina di grande fascino naturalistico.
Un habitat d’alta quota ricco di vita
L’assenza di vegetazione arborea permette di osservare con chiarezza sia i fenomeni geomorfologici sia le nicchie ecologiche utilizzate da diverse specie faunistiche.
In questo ambiente alpino, l’occhio attento può individuare:
- marmotte (Marmota marmota), riconoscibili dai loro fischi d’allarme.
- aquila reale (Aquila chrysaetos), maestoso predatore che sorvola le creste in cerca di prede.
- pernice bianca (Lagopus muta), perfettamente mimetizzata con il paesaggio.
- coturnice (Alectoris graeca), abitante dei versanti più assolati e rocciosi.
Testimonianze della Piccola Età Glaciale
Uno degli aspetti più interessanti della Valtrigona e dell’alta Val di Fregio è la presenza di cordoni morenici e rock glaciers dall’aspetto sorprendentemente recente.
Sebbene la quota massima della zona sia intorno ai 2400 m s.l.m., questi depositi suggeriscono l’esistenza, in passato, di un microclima particolarmente freddo.
Si ipotizza che molte di queste forme si siano sviluppate durante la Piccola Età Glaciale (1550-1850), un periodo in cui le temperature si abbassarono significativamente anche in tempi storici.
Discesa verso Malga d’Ezze
Il sentiero inizia la discesa con un ampio giro attraverso i magri pascoli alpini, accompagnati dai caratteristici fischi delle marmotte.
Lungo il percorso si incontrano:
- Il cippo segnaletico n. 14, che invita a scoprire la biologia e il comportamento delle marmotte.
- Una presa d’acquedotto, segno dell’uso delle risorse idriche alpine.
- Malga d’Ezze, situata a 1954 m s.l.m., recentemente ristrutturata.
Questa struttura rappresenta la seconda “Porta dell’Oasi”, offrendo un punto d’accesso alternativo per chi desidera raggiungere la Valtrigona da questo versante.
