Valtrigona · Sentiero natura
Cippo 11
Il laghetto dei tritoni
Il laghetto dell’Agnelezza è alimentato da piccole sorgenti che filtrano dalle pendici settentrionali del Monte Pastronezze.
Quello che oggi osserviamo è il residuo di un lago più grande, che un tempo si estendeva per una superficie quasi doppia rispetto all’attuale e comprendeva anche l’area ora occupata da una torbiera.
Nonostante le sue dimensioni modeste, il laghetto rappresenta un ecosistema vario e ricco, con una straordinaria biodiversità.
Un microcosmo di vita
La vegetazione palustre che circonda il laghetto è tipica degli ambienti montani e include:
- eriofori (Eriophorum latifolium)
- carici (Carex spp.)
- sfagni e molte altre specie adattate agli ambienti umidi.
Tra gli insetti, è possibile osservare:
- libellule in volo radente, alla ricerca di prede.
- gerridi, insetti capaci di pattinare sull’acqua, sfruttando la tensione superficiale del liquido.
- ditiscidi, coleotteri subacquei dal nuoto agile ed efficiente.
All’inizio dell’estate, il laghetto si anima con il brulicare di centinaia di girini di due specie anfibie fondamentali per questo habitat:
- Rana temporaria (Rana temporaria), comunemente nota come rana montana.
- Tritone alpino (Ichthyosaura alpestris), uno degli abitanti simbolo di queste acque.
I tritoni alpini affascinano particolarmente i visitatori, grazie al loro aspetto singolare, che ricorda piccoli draghi in miniatura. Sono mimetici sul dorso, ma rivelano un sorprendente ventre arancio acceso, visibile solo in determinate condizioni.
Un ambiente fragile da rispettare
I laghetti e le pozze alpine sono habitat delicati, perciò è fondamentale ridurre al minimo le interferenze umane.
I piccoli organismi che abitano queste acque non hanno bisogno di essere toccati o prelevati. Il modo migliore per osservarli è stare fermi e immobili sopra uno dei massi della riva, lasciando che la natura si mostri nel suo ritmo spontaneo.
Inoltre, il silenzio e la pazienza sono le chiavi per poter scorgere la fauna selvatica che popola i pendii circostanti, spesso ben mimetizzata tra le rocce e la vegetazione.
Verso il pascolo e il macereto alpino
Dopo aver lasciato il laghetto, il sentiero ritorna al centro della valle e inizia a risalire una ripida rampa.
Superata questa salita, si giunge in un’area più dolce, sovrastata dalle scure pareti rocciose dei contrafforti del Monte Pastronezze.
A 2020 m s.l.m., il cippo segnaletico n. 12 invita a soffermarsi per esplorare l’habitat di pascolo e macereto alpino, dove la flora e la fauna si sono adattate a condizioni estreme.
